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Disturbi del comportamento alimentare

Le persone che soffrono di  disturbi del comportamento alimentare  (DCA) presentano difficoltà specifiche nel rapporto con il cibo e con il proprio corpo.
La caratteristica centrale di questi disturbi è un’ eccessiva importanza nei riguardi del peso, delle forme corporee e dell’alimentazione. Ciò rende comprensibili la maggior parte degli aspetti che manifestano: il vomito auto-indotto, l’uso improprio di lassativi o di diuretici, la preoccupazione nei confronti del mangiare e l’estrema sensibilità alle modificazioni del peso e della forma corporea.
I disturbi alimentari più diffusi sono l’anoressia nervosa e la bulimia, tuttavia alcune persone soffrono di disturbi dell’alimentazione clinicamente significativi che però non soddisfano tutti i criteri diagnostici per uno di questi due disturbi: si parla di disturbi dell’alimentazione atipici; all’interno di questa categoria sembra distinguersi il Disturbo da alimentazione incontrollata o Binge eating disorder (BED).

Il DCA colpisce prevalentemente adolescenti o giovani adulti mediamente intorno ai 17 anni di età e nella maggior parte dei casi si tratta di ragazze (il rapporto è di 9 ad 1, cioè su dieci persone che soffrono di disturbi dell’alimentazione, nove sono di sesso femminile ed una è di sesso maschile).
italiana. 
Accade di frequente che i soggetti con questo tipo di patologia, nel corso della vita, passino da un disturbo dell’alimentazione (es. dall’anoressia nervosa alla bulimia nervosa).

 

 

ANORESSIA NERVOSA  

 


L'anoressia nervosa (AN) è, insieme alla bulimia, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare (spesso siglati  DCA). Ciò che contraddistingue l'anoressia nervosa è il rifiuto del cibo da parte della persona e la paura ossessiva di ingrassare; nelle forme più gravi possono svilupparsi malnutrizione, amenorrea (sospensione delle mestruazioni) ed emaciazione.

Questo tipo di condizione patologica si insinua prevalentemente nel genere femminile, soprattutto nelle adolescenti e nelle giovani donne, spesso comparendo come la continuazione di una dieta dimagrante. 

anoressiaNelle fasi iniziali, la persona prova una sensazione di euforia per il raggiungimento dell'obiettivo del dimagramento, tuttavia, col proseguire del calo di peso arriva a  perdere il controllo sulla propria alimentazione; il dimagrimento, così, prosegue con elevata difficoltà di arrestarlo volontariamente. 
Nonostante sia sottopeso, la persona continua a percepire come  ‘troppo grasse’ alcune parti del proprio corpo, in genere l'addome, le cosce e i glutei: per questa ragione si prodiga nella messa in atto di una serie di comportamenti finalizzati alla riduzione del peso e delle forme. Tra questi comportamenti generalmente si riscontrano: digiuni prolungati, vomito auto-indotto, uso improprio di lassativi o diuretici, riduzione del numero dei pasti al giorno e attività fisica eccessiva.
Chi soffre di anoressia nervosa, inoltre, per tenere sotto controllo il peso e le forme corporee può mettere in atto comportamenti di controllo: pesarsi di continuo, controllare le proprie forme allo specchio, misurare alcune parti del corpo, quali cosce, addome e glutei  (body check)
Alcune persone, invece, a causa delle emozioni negative suscitate dalla visione del proprio corpo (es. disgusto verso se stessi) possono  attuare  alcune condotte di evitamento del controllo del proprio peso o della propria immagine corporea: per questo motivo alcune ragazze con questo disturbo evitano, ad esempio, di passare davanti allo specchio, di pesarsi e di guardarsi nel riflesso delle vetrine. Chi presenta anoressia nervosa può avere, infatti, pensieri del tipo: ‘Il mio corpo mi nausea!’, ‘Non sopporto di guardarmi allo specchio!’, ‘Sono gonfia!’.

Con il passare del tempo, in seguito alla denutrizione, si può strutturare una vera e propria ossessione per il cibo. I soggetti con anoressia nervosa possono pensare ad esso quasi tutto il giorno, non è raro infatti trovare ragazze con anoressia nervosa che amano cucinare per i familiari, parlare continuamente di cose da mangiare o leggere libri sulla composizione degli alimenti; si possono, inoltre, sviluppare dei veri e propri rituali stereotipati come contare le calorie, mangiare lentamente e sminuzzare il  cibo prima di ingerirlo. 
Le ragazze che soffrono di questo disturbo, inoltre, presentano generalmente un elevato isolamento sociale, in quanto tendono ad evitare qualsiasi situazione in cui debbano mangiare davanti ad altre persone (es. cene con amici, feste), al contrario sembrano essere molto interessate allo studio e, naturalmente, all’attività fisica. 
I livelli di autostima sono fortemente influenzati dalla forma fisica e dal peso corporeo: la perdita di peso viene considerata, infatti, come segno del proprio valore personale e della propria forza, mentre l’aumento di peso viene percepito come un’inaccettabile perdita delle capacità di controllo e la dimostrazione tangibile della propria inadeguatezza.

 

BULIMIA NERVOSA

 

la dott.ssa psicologa Sabrina Franzosi descrive il fenomeno della bulimiaLa bulimia è, insieme all'anoressia nervosa, uno dei più importanti disturbi del comportamento alimentare ed è caratterizzato da episodi in cui il soggetto sente un bisogno compulsivo di ingerire spropositate quantità di cibo, correlati da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare il proprio comportamento e seguiti da forti sensi di colpa e vergogna.

Questi episodi vengono comunemente chiamati ‘abbuffate’ e lo stato d’animo associato spesso è duplice: se da una parte il soggetto esperisce una sensazione di benessere simile a quello derivato dall’uso di sostanze, subito dopo la conclusione dell’abbuffata la persona è tormentata da vergogna, disagio, disgusto, depressione, sensi di colpa e crollo dell'autostima. Successivamente a questi episodi, la persona bulimica tende a ricorrere a diversi metodi ‘riparatori’, sia per riuscire a non metabolizzare gli alimenti ingeriti per non acquisire peso, sia per cercare di lenire i sensi di colpa che ne derivano. Le cosiddette condotte di compensazione possono essere: il vomito autoindotto, l’utilizzo di lassativi, purghe, digiuni e intenso esercizio fisico.

Questi episodi si verificano regolarmente (almeno due volte a settimana per tre mesi). Come nel caso dell'anoressia, anche nella bulimia il livello di autostima è profondamente influenzato dal peso (che spesso rimane comunque nella norma) e dalla forma corporea.

Nella maggior parte dei casi è possibile osservare che gli episodi bulimici vengono scatenati da alterazioni dell'umore, stati d'ansia o stress. In alcuni casi gli episodi bulimici possono anche essere programmati anticipatamente, come una sorta di rituale.

Il disturbo compare solitamente nella tarda adolescenza o nella prima età adulta, in prevalenza in soggetti di sesso femminile, durante o successivamente ad una dieta restrittiva causata dal sovrappeso. In concomitanza con la bulimia possono presentarsi depressione, disturbi d’ansia, tendenza all’abuso di sostanze, promiscuità e disturbi di personalità. Tale combinazione di comportamenti può rispecchiare impulsività o mancanza di autocontrollo, caratteristiche che appaiono essere rilevanti nell'insorgenza di questo disturbo. Generalmente esso si manifesta in modo intermittente con frequenti ricadute.

 

[Per maggiori informazioni riguardo alle modalità di ricevimento o una problematica ben precisa è possibile contattarmi gratuitamente al numero 339 36.43.877; si garantisce la massima riservatezza]

 

Dott.ssa Psicologa Psicoterapeuta Sabrina Franzosi - Psicologo Bologna e Molinella

 

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Crediti: creativecrew.it