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5 piccole regole per comunicare con il partner

Quando si fa parte di una coppia ci si trova a dover prendere decisioni su come organizzare la giornata, la settimana, il mese ogni giorno. Bisogna ragionare insieme su dove e come passare il week end, dove trascorrere le vacanze, chi va a prendere i bambini a scuola, chi fa le pulizie e tante altre questioni. La maggior parte delle discussioni avviene a causa di scivoloni comunicativi proprio su questo terreno –apparentemente- innocuo.

 

La conversazione su questioni di questo tipo, tralasciando decisioni e argomenti molto più impegnativi,  può essere resa più agevole seguendo cinque semplici regole da entrambi i partner.

 

1)      SINTONIZZARSI SUL CANALE DEL PARTNER

A volte un partner, cercando di alleviare l’afflizione dell’altro, raggiunge il risultato esattamente opposto. Un esempio abbastanza tipico può essere il caso in cui uno dei due (es. la moglie) si confida con l’altro (es. il marito) in merito ad alcune preoccupazione in ambito lavorativo.

La prima reazione da parte del marito potrebbe essere quella di fornire consigli pratici alla moglie su come risolvere il problema, mentre la moglie desidera solamente essere ascoltata e supportata nelle sue preoccupazioni.

In questo caso, se il marito si accorge che in consigli che dà alla moglie la mettono in agitazione, deve resistere alla tentazione di impartirle le proprie istruzioni e cercare invece di seguire una diversa strategia, come quella di mostrarle comprensione per i suoi sentimenti. Sarebbe molto di aiuto che la moglie segnalasse per prima il suo bisogno dicendogli una frase simile: “Ho un problema. Credo di sapere come affrontarlo, ma vorrei parlarti del mio stato d’animo, non di quello che dovrei fare, sei d’accordo?”

Per sintonizzarsi sul canale giusto bisogna tenere presente che un approccio idoneo nelle relazioni di affari può fallire in quelle di maggiori intimità.

 

2)      SEGNALARE L’ASCOLTO

E’sempre buona regola segnalare all’altro che si sta prestando attenzione a ciò che sta dicendo tramite un feedback che può essere annuire con la testa o emettendo suono come “mmh..uh uh” o parole come “ah sì, certo”. Sembra una banalità, ma diversi studi dimostrano come le donne tendono in genere ad indicare che stanno ascoltando con questo tipo di suoni, mentre gli uomini sono inclini ad ascoltare in silenzio. Certe volte dimentichiamo che la conversazione è un mutuo scambio di informazioni e di idee. Parlare senza che vi sia retroazione è come parlare al vento! Sarà bene che le persone taciturne si abituino a fornire al partner dei segnali non verbali che segnalino chiaramente la propria attenzione.

 

3)      NON INTERROMPERE

Le interruzioni possono sembrare del tutto normali a chi le fa, ma in chi le subisce possono suscitare molti pensieri negativi. “Non mi sta proprio ascoltando”, “Non le importa granché di quello che ho da dire”ecc.

Anche sotto questo aspetto è possibile notare una differenza tra i due sessi: gli uomini tendono ad interrompere più delle donne e interrompono in ugual misura sia gli altri uomini che le donne. Sarebbe bene ai fini di un miglioramento della comunicazione che chi ha l’abitudine di interrompere si trattenga dall’esporre le proprie idee fino a quando l’interlocutore non abbia finito il discorso iniziato.

 

4)      INTERROGARE CON ACCORTEZZA

Certe persone hanno un carattere riservato o sono inibite e devono, in qualche modo, essere sollecitate ad entrare nella conversazione. A volte una domanda ben posta può indurre come per magia il partner a parlare, mentre una domanda inquisitoria o fuori luogo, lo può bloccare. Un buon modo di avviare la conversazione è quello di chiedere al partner la sua opinione su una dato argomento.

Può anche darsi che sia il modo stesso in cui le domande sono formulate a bloccare la conversazione. Quelle che contengono un perché la bloccano spesso, in quanto si può avere l’impressione di cogliervi n certo tono di accusa (es. “perché ieri hai fatto così tardi? “perché ti sei messa un vestito così elegante?”)

 

5)      USARE DIPLOMAZIA E TATTO

Infine, come ultima regola è quella di rivolgersi al partner come si farebbe con un amico, con cui siamo soliti essere sempre molto più diplomatici. Provate a pensare la differenza tra il modo con cui fate una richiesta al partner e quello con cui fate la stessa richiesta ad un amico e provatene a cogliere la differenza….!

 

[Tratto da "L'amore non basta" di Aaron T. Beck]

Dott.ssa Sabrina Franzosi - Psicologa Psicoterapeuta a Bologna e Molinella

 

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Crediti: creativecrew.it