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Ansia: quando è il momento di rivolgersi ad uno psicologo?

Ormai la parola ‘ansia’ la sentiamo con una tale frequenza che sembra essere diventata una condizione permanente di molte persone.

Ho visto qualche tempo fa alcune magliette e cappellini con la scritta ANSIA e lì ho compreso quanto ormai questo termine fosse entrato nel linguaggio comune e come le persone avessero imparato a non prenderla troppo sul serio.

E questo è bene.

Ciò che non va bene è quando l’ansia diventa qualcosa di invalidante, qualcosa che non ci permette di vivere appieno la nostra vita, rivelandosi un ostacolo allo svolgimento delle attività quotidiane più semplici.

Sul sito www.giovanipsicologi.it ho trovato questo elenco delle situazioni in cui l’ansia che proviamo dovrebbe essere posta all’attenzione di uno psicologo professionista:

•  quando evito un posto pubblico, soprattutto se non accompagnato

•  quando “lascio” che la macchina la guidino gli altri

•  quando la paura del sesso mi impedisce di avere una sana relazione

•  quando andare a letto diventa faticoso perché temo di non dormire

•  quando mi sento costretto a controllare più volte di non aver commesso errori al lavoro

•  quando tardo a uscire di casa finché tutto non è in perfetto ordine

•  quando devo tornare più volte a controllare la chiusura della porta di casa o l'automobile

•  quando, terrorizzato dalla sporcizia, evito in modo assoluto i bagni pubblici, se non adottando infinite precauzioni

•  quando sono tormentato dai dubbi e certi pensieri proprio non se ne vogliono andare

•  quando temo continuamente che ai miei cari possa succedere qualcosa di pericoloso

•  quando evito il più possibile di uscire di casa da solo

•  quando mi sento costretto a seguire sempre lo stesso ordine nel fare una cosa [ad es. nell'apparecchiare la tavola o nello scegliere i vestiti da mettere]

•  quando mi infastidisce la vista di un coltello o di un arma [paura di far del male a me oppure agli altri]

•  quando ogni segno fisico mi spinge a chiedere rassicurazioni continue al mio medico

•  quando mi sento addosso le malattie degli altri [‘Sicuramente verrà anche a me!’]

In queste semplici frasi/situazioni sono racchiusi i disagi maggiori provocati da un'ansia eccessiva. Se vi ritrovate in una di queste situazioni, non significa che sicuramente soffrite di un grave disturbo d’ansia, ma che a volte siamo portati a sottovalutare alcuni nostri comportamenti in quanto ‘li abbiamo da sempre’ oppure perché ‘tanto ormai sono fatto così’, quando invece sarebbe bene parlarne con un professionista per poterci liberare da alcune ‘schiavitù’ (che ci auto-imponiamo).

Ad ogni modo è bene ricordare che non è auspicabile l’eliminazione dell’ansia, ma la sua attenuazione e la sua frequenza!

 

 Dott.ssa Sabrina Franzosi - Psicologo a Bologna

 

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Crediti: creativecrew.it