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Il gioco d'azzardo: un quadro della situazione italiana

gioco azzardobolognaNon si tratta di case da gioco, né di bische clandestine ma di piccole abitudini quotidiane che trasformano una persona in un soggetto dipendente dal gioco, da quella voglia di tentare il colpo grosso, la fortuna.

Questo fenomeno sta assumendo delle proporzioni piuttosto preoccupanti, dati epidemiologici riferiscono di percentuali elevatissime 4 italiani su 10 si dedicano al gioco almeno una volta in un anno e circa due milioni sono soggetti a rischio di una dipendenza patologica. Le occasioni ormai sono a portata di mano, basta entrare in un bar e trovare poker online, le slot-machine, bingo e gratta e vinci.
Un gruppo di ricercatori ha studiato i dati dell'Italian Popolution Survey on Alcohol and other Drugs, raccolti sulla popolazione dai 15 ai 64 anni, assieme a quelli provenienti dal database European School Survey Project on Alcohol and other Drugs che sondavano anche abitudini che riguardavano le scommesse e il gioco d’azzardo. Sono risultati 17 milioni di italiani di età compresa tra i 15 e i 64 anni coloro che hanno speso soldi per il gioco nell’ultimo anno. I soggetti a maggior rischio sono apparsi i giovani maschi.

Lo studio ha anche messo in luce un certo cambiamento dei costumi e culturale, infatti la vecchia schedina del totocalcio è diventata meno attraente e viene giocata solo dal 6.5% della popolazione italiana. Le abitudini di gioco che vanno per la maggiore sono i “gratta e vinci”, le scommesse sportive, i video-poker e il poker texano. I luoghi preferiti risultano essere bar e tabacchi ed è in forte crescita il gioco on-line. La tipologia del giocatore che è emersa dallo studio è un soggetto giovane, maschio, con una scolarità bassa, grande consumatore di alcool, fumo di sigaretta e farmaci benzodiazepinici. 'Gli uomini che giocano d'azzardo sono il 56 per cento fra i 15-24enni e il 54 per cento fra gli adulti', riferisce Sabrina Molinaro, la coordinatrice della ricerca. Nella fascia d'età più giovane il 10 per cento dei maschi rischia di sviluppare una dipendenza dal gioco, cinque volte di più rispetto alle giovani con meno di 25 anni. Nella fascia d'età 25-64 anni sono invece le donne ad avere una probabilità maggiore di andare incontro a un rapporto difficile con il gioco. La predominanza maschile è probabilmente dovuta al marketing, orientato soprattutto verso gli uomini con una vasta offerta di scommesse sportive, poker, slot machine; solo di recente la pubblicità ha cominciato a rivolgersi alle donne con gratta e vinci, bingo, lotto e superenalotto. 'La ricerca dipinge infine il ritratto del giocatore-tipo: maschio, giovane, con una bassa scolarità, tende a consumare in eccesso alcol, fumo e anche tranquillanti'. 'Valutando l'impennata della spesa per il gioco d'azzardo degli ultimi anni, a prescindere dai benefici generati dall'attività di questo comparto economico, occorre riflettere sul fatto che per una fetta consistente della popolazione il gioco è una vera dipendenza, da contrastare in maniera opportuna', conclude Molinaro. 

(Fonte: www.italiasalute.it)

 

Dott.ssa Sabrina Franzosi Psicologo Bologna

Psicoterapia di Coppia

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Crediti: creativecrew.it