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  • Dott.ssa Sabrina Franzosi Bologna presenta il suo studio

    Psicologa Bologna Sabrina Franzosi


    La Consulenza Psicologica è un percorso che aiuta la persona
    a ritrovare e rafforzare le proprie risorse.
  • Dott.ssa Sabrina Franzosi Bologna ti aiuta a gestire i momenti difficili della tua vita

    Momenti di svolta nella propria vita

    Consulenza per  la gestione di situazioni che ci provocano disagio o dolore: superare un lutto, superare una separazione, modificare il nostro stile di vita, cambiare lavoro.

  • Dott.ssa Sabrina Franzosi Bologna ti aiuta a ritrovare la tua autostima

    Autostima

    Tecniche e strategie per capirsi, accettarsi e [talvolta] migliorarsi.

  • Dott.ssa Sabrina Franzosi Bologna ti aiuta a gestire le situazioni di stress

    Gestione dello stress

    L’individuo NON è vittima passiva dello stress: è possibile risalire alle nostre valutazioni interne e comprendere quali di queste hanno un ruolo importante nel generare, mantenere e rendere più intense le nostre reazioni.

  • Dott.ssa Sabrina Franzosi Bologna ti aiuta a migliorare le tue capacità relazionali

    Migliorare le proprie capacità relazionali

    Strategie per affinare le capacità relazionali analizzando il nostro modo di comunicare, verbale e non verbale.

  • Dott.ssa Sabrina Franzosi Bologna ti aiuta ad affrontare problematiche sessuali

    Consulenza psicosessuale

    Colloqui di consulenza per  affrontare e gestire problemi di natura sessuale, sia a livello individuale che di coppia.

La terapia cognitivo comportamentale

La terapia cognitivo-comportamentale (TCC) permette di utilizzare strategie specifiche volte alla riduzione o (in alcuni casi) alla totale eliminazione del sintomo presente nella situazione attuale della persona, attraverso la presa di coscienza del problema e la conseguente modifica di pensieri e comportamenti disfunzionali.

Personalmente, ho deciso di seguire quest’approccio per i seguenti motivi:

  • si basa su un solido modello scientifico del quale è stata dimostrata un’efficacia pari o in alcuni casi addirittura maggiore rispetto agli psicofarmaci, (conferma data dalle linee guida dell’APA, American Psychiatric Association, stilate sulla base di rigorose revisioni della letteratura scientifica).
  • la sua estrema praticità e concretezza: l’obiettivo è abilitare il paziente ad apprendere alcune strategie per facilitarlo nel raggiungere un maggior adattamento alla situazione ritenuta da lui problematica. Non si prefigge di guarire in senso prettamente medico, bensì di trovare insieme al paziente soluzioni pratiche. 
  • Il focus della terapia cognitivo-comportamentale è il presente: non sempre è necessario scavare nel passato della persona, alcune problematiche sono affrontabili concentrandoci unicamente sul qui ed ora.
  • E' a breve termine: la durata dell'intervento è limitata nel tempo, a seconda della problematica in questione si può variare da qualche seduta a qualche mese. Gli incontri avvengono settimanalmente oppure ogni due settimane, a discrezione del terapeuta e del paziente stesso.

 

 

La psiocoterapia cognitivo-comportamentale, come si evince dal termine stesso, combina due forme di terapia estremamente efficaci:

La terapia COMPORTAMENTALE: aiuta a modificare la relazione fra le situazioni che creano difficoltà e le abituali reazioni emotive e comportamentali che la persona ha in tali circostanze, mediante l’apprendimento di nuove modalità di reazione. Aiuta inoltre a rilassare mente e corpo, così da sentirsi meglio e poter riflettere e prendere decisioni in maniera più lucida.
La terapia COGNITIVA: aiuta ad individuare certi pensieri ricorrenti, certi schemi fissi di ragionamento e di interpretazione della realtà, che sono concomitanti alle forti e persistenti emozioni negative che vengono percepite come sintomi e ne sono la causa, a correggerli, ad arricchirli, ad integrarli con altri pensieri più oggettivi, o comunque più funzionali al benessere della persona.

Quando sono integrate, queste due forme di trattamento diventano un potente strumento per risolvere in tempi brevi forti disagi psicologici.

Di seguito le principali caratteristiche in grado di spiegare in modo più approfondito questo specifico approccio terapeutico:

 

  • Pratica e concreta. Lo scopo della terapia si basa sulla risoluzione di problemi psicologici concreti. Alcune tipiche finalità includono la riduzione dei sintomi depressivi, l’eliminazione degli attacchi di panico e della eventuale concomitante agorafobia, la riduzione o eliminazione dei rituali compulsivi o delle malsane abitudini alimentari, la promozione delle relazioni con gli altri, la diminuzione dell’isolamento sociale, ecc.
  • Centrata sul “qui ed ora”. La TCC si occupa principalmente della situazione attuale presentata dal paziente e si prefigge di essere orientata alla riduzione dei sintomi che attualmente causano disagio, attivando tutte le risorse del paziente stesso (di cui spesso è inconsapevole!), suggerendo strategie e tecniche specifiche. Essa è centrata sul presente e sul futuro, ma sottolineo sempre che è d'obbligo un'attenzione al passato che ci permette di ricostruire e comprendere come il paziente sia arrivato a sviluppare proprio quella sintomatologia e proprio in quel determinato momento di vita. A mio avviso senza questa riformulazione non possiamo avere le mappe che ci guidano verso la comprensione e la risoluzione del problema psicologico.
  • A breve termine. La terapia cognitivo-comportamentale è a breve termine, ogni qualvolta sia possibile. Il terapeuta è comunque generalmente pronto a dichiarare inadatto il proprio metodo nel caso in cui non si ottengano almeno parziali risultati positivi, valutati dal paziente stesso, entro un numero di sedute prestabilito. Generalmente ai miei pazienti dico sempre che una psicoterapia più breve di 6 mesi (24 sedute), raramente produce effetti benefici a lungo termine. A volte questo periodo risulta sufficiente e adeguato, in altri casi risulta risicato, soprattutto quando dobbiamo trattare un disturbo di personalità. 
  • Orientata allo scopo. La TCC è più orientata ad uno scopo rispetto a molti altri tipi di trattamento. Il terapeuta cognitivo-comportamentale, infatti, lavora insieme al paziente per stabilire gli obiettivi della terapia, formulando una diagnosi e concordando con il paziente stesso un piano di trattamento che si adatti alle sue esigenze, durante i primissimi incontri. Si preoccupa poi di verificare periodicamente i progressi in modo da controllare se gli scopi sono stati raggiunti.
  • Attiva e Collaborativa. Sia il paziente che il terapeuta giocano un ruolo attivo. Il terapeuta cerca di insegnare al paziente i meccanismi alla base dei suoi sintomi e dei suoi comportamenti, nonché, in alcuni casi, diverse tecniche che lo possano aiutare nella gestione degli stessi. Il paziente, a sua volta, lavora al di fuori della seduta terapeutica per mettere in pratica le strategie apprese in terapia, svolgendo dei "compiti" che gli vengono assegnati volta per volta. Nella TCC il terapeuta svolge un ruolo attivo nella soluzione dei problemi del paziente, intervenendo spesso e diventando talvolta “psico-educativo”. Ciò tuttavia non vuole assolutamente dire che il paziente assista ad una lezione nella quale si sente dire che cosa dovrebbe fare e come dovrebbe pensare; anch’egli, anzi, è stimolato ad essere più attivo possibile, un terapeuta di sé stesso, sotto la guida del professionista.

 

 

Se siete interessati a maggiori informazioni, delucidazioni, curiosità sulla terapia cognitivo comportamentale, potete contattarmi senza impegno attraverso la sezione Contatti. 

 

Dott.ssa Sabrina Franzosi - Psicologo Psicoterapeuta Bologna e Molinella

 

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Crediti: creativecrew.it